S. Biagio Patrono di Cento FE

 

L’evento imminente di cui vi volevo parlare, è la Festa del Patrono di Cento FE , S. Biagio, sabato 3 febbraio.

Cento è una importante città di provincia, ricca di storia e di arte, oggi è abbastanza industriale, ma un tempo aveva una fiorente agricoltura, legata soprattutto alla coltivazione della canapa…che purtroppo si è interrotta mezzo secolo fa.

Personaggi molto famosi hanno avuto i natali qui, nell’arte ricordo IL Gercino, di cui sono conservate molte opere nella prestigiosa Pinacoteca Civica.

La Basilica Collegiata di San Biagio, risale all’XI sec., ma l’aspetto attuale è frutto della sua completa riedificazione , realizzata dall’architetto bolognese A. Torreggiani fra il 1730 e il 1745. L’interno, a croce latina con cupola ellittica all’incrocio fra transetto e navata maggiore, conserva importanti tele di B. Cesi, D. Mona, M. Provenzali, Guercino (San Carlo Borromeo in preghiera, 1614 c.a), L. Zucchetta, Benedetto Gennari j., A. Rossi.

In questa chiesa proprio nel giorno di S. Biagio si celebrano le messe in onore del Santo. Molta gente accorre da molti paesi limitrofi, con mezzi propri o con la corriera di linea.

Molto particolare è la devozione verso questo Santo, che è considerato il Taumaturgo per le malattie della gola, che trova origine dal noto miracolo della spina di pesce e dalla orazione che il martire avrebbe fatto prima di morire, chiedendo a Dio di risanare da queste malattie chiunque l’avesse pregato in suo nome. I più antichi scongiuri e formule di benedizione risalgono all’ XI secolo.

In alcune chiese i sacerdoti posano due candele a croce sulla gola dei fedeli, mentre qui a Cento, nella Collegiata di S. Biagio si segue un rito diverso: in una cappella della navata sinistra, alla cancellata che la chiude, sta appoggiato un lungo cordone bianco e, in fila, i fedeli si avvicinano, si inginocchiano,dicono una preghiera e portano il cordone a contatto con la gola.

In questo giorno festivo per la città, un vasto mercato anima i corsi e le vie, la gente accorre proprio anche per questo, per assaggiare sapori antichi, per trovare l’atmosfera della tradizione, per conoscere cose tipiche.

Mie amiche e parenti sono già in fermento per partecipare sia all’evento religioso che “consumistico”. Potranno finalmente comprare le mistocchine dalla venditrice di castagne, o anche guardare le chincaglierie, le collanine, caccavelle, abbigliamento dai cinesi…ma anche sbirciare nei bei negozi…poi sorbire una bella cioccolata in tazza in un bar. (Magari andare al Bar dove girarono scene del film “Gli occhiali d’Oro” con Noiret, mi pare!!!).

Immancabile sarà l’acquisto della “ciupèta ferrarese” che qui può dirsi doc!

 

 

Testo di Ivana Setti

 

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