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pasticcino
PartecipanteChe buone che devono essere! la carne alla pizzaiola la mangiavo spesso quando ero bambina, da provare anche in questa versione.
grazie Dida!pasticcino
Partecipanteavevo capito esattamente quello che volevi dire 😆 😆 😆 😆 😆 😆 ma ti posso assicurare che in pochi sanno come fanno le uova le galline 😉
l’ampliamento della conoscenza significa apprendere nuove cose, peccato che spesso si dimentichino quelle vecchie 😆pasticcino
Partecipante@alexanna wrote:
grazie come sempre fabiana [smilie=011.gif]
con te mi si chairiscono tante cose che magari sapevo per “tradizione” 😀Annamaria [smilie=011.gif] , però mi sconforta molto che adesso siamo arrivati al punto che bisogna insegnare il buon senso e la tradizione, come intendi tu! 😕
pasticcino
PartecipanteAnna Bocconcino, prova ad usare gli accorgimenti di AnnaMaria, cioè il bagnomaria e lo sciroppo di zucchero.
magari aiuta!
Certo beccarsi una salmonellossi o un’altra malattia alimentare non è mai piacevole, anzi! Però se si può ovviare con piccoli accorgimenti proviamo! [smilie=007.gif] [smilie=011.gif]
Per lavoro ho incontrato addetti di pasticceria, mense e ristoranti “fanatici” cme te, am altri 🙄 😯 🙄 😯 …preferisco i “fanatici” [smilie=015.gif]pasticcino
Partecipante@elvira wrote:
Col sistema “tutto insieme” … Immergo il minipimer …
IDEM e la magia continua! 😆 [smilie=011.gif]
pasticcino
Partecipante@Bocconcino wrote:
Avrei un paio di domandine :
1 -Può essere veramente antisalmonella solo perchè si scalda l’aceto a 100° per 3 minuti ???
2 -Si potrebbe sostituire l’aceto con il succo di limone o usare entrambi ??? in che percentuale ???La salmonella è uno dei batteri che si inattiva più facilmente in campo alimentare.
Il pericolo maionese non è solo la salmonella, ma anche un altro batterio almeno poichè è un elemento che viene manipolato e spesso è aggiunto a preparazioni a loro volta molto manipolate e con diverse materie prime.
L’aceto di per sè è un ottimo antibatterico, come lo è il limone. Sale e acidi aiutano la conservazione, ecco perchè si conserva in salamoia, ecco perchè si abbassa il pH, ovvero si aggiunge un componente acido (sono ovviamente acidi deboli) nei sottooli ad esempio. Quindi si possono usare entrambi o sostituire l’uno con l’altro, dipende dai gusti.
La cosa fondamentale è che poi la preparazione sia conservata in frigo in un contenitore con coperchio. Il frigo non è sterile, perciò qualsiasi cosa vada in frigo va coperta. Con la maionese meglio essere un pelo più cauti ed utilizzare il coperchio.
Di solito ai corsi che tengo sono io che faccio “terrorismo psicologico”, non i miei attenti interlocutori! 😆 ma forse ho trovato chi mi batte 😆
pasticcino
PartecipanteAnnaMaria ha ragione a metà…nel senso che le uova che si comperano vengono comunque lavate ma solo con acqua. Ovviamente a livello industriale il lavaggio in acqua è in catena e si gioca sulle temperature dell’acqua.
L’uovo, anzi il suo guscio è già di per se un ottimo contenitore di conservazione, ma per sua natura deve essere poroso. Percio’ nessuna sostanza a parte aria e acqua dovrebbe essere messa a contatto con il guscio per evitare passaggi nell’uovo stesso.
E’ comunque sempre bene lavarle anche solo con acqua in casa, ci si dovrebbe lavare le mani prima di aprirle e ogni volta che se ne apre uno bisognerebbe lavarsi le mani. In teoria…in pratica si cerca di fare attenzione, chi lavora con grandi quantità ha personale addetto alla sgusciatura delle uova e basta, che porta guanti monouso che dovrebbero essere spesso sostituiti.
In casa capisco che sia una scocciatura, ma basterebbe anche solo asciugarsi le mani con della carta a perdere tra un uovo e l’altro.
Per quanto riguarda la preparazione, il suggerimento di Annamaria e del bagnomaria è ottimo. Oppure cosa che fanno in molti pasticceri e vari operatori industriali, al posto dello zucchero si usa lo sciroppo di zucchero, che crea il gisuto shock termico senza cuocere.
Per il tiramisu salmonelloso Anna-Bocconcino, purtroppo la salmonella non è solo nell’uovo, ma si può trovare anche nel latte e derivati, ecco perchè c’è la pastorizzazione e le temperature per la cagliata. Nel caso del mascarpone, che non è un vero prodotto di caseificazione, può accadere che se si interrompe la catena del freddo ( ed è effettivamente successo anni fa ad una nota catena industriale dell’industria casearia) la carica batterica da salmonella aumenti così tanto da poter indurre nella persona la salmonellosi.
E devo dare ragione a Dida, le uova andrebbero conservate in frigo e consumate comunque rapidamente. Purtroppo il disciplinare permette che siano conservate nei luoghi di vendita fuori dal frigo…pasticcino
Partecipante@mimma wrote:
Che buone le olive ascolane!!!, ma non le posso fare perchè non ci sono le olive grandi. Continuo a guardare tutto quello che pasticcino mangiava nella sua infanzia e non capisco un cubo!!!.
Dida, pls dimmi come faccio a entrare nel cookaround, non riesco a entrare nelle ricette.
Ty
MimmaMimma la pasta di pane la puoi fare benissimo anche tu! la sfoglia va tirata sottile e poi fritta, dopo si sala o si zucchera. Credo che merenda più povera di questa ci sia solo il pane senza sale bagnato e spolverato con lo zucchero!
Il ciauscolo è un salume tipico delle Marche impossibile da trovare altrove.
La ricetta del pollo che ho messo e che nella variante bianca ti ha messo anche Gabriela è facilissima.
Non puoi fare le olive ascolane? bon, ma la crema fritta si!
Si tratta di crema pasticcera tagliata a cubotti passati in uovo e pangrattato e fritti.
Per analogia, potresti accompagnarla con delle polpettine fritte fatte con gli ingredienti del ripieno delle olive.
Della ciambella all’anice la ricetta è di Susanna, ma nelle Marche la si fa ovunque.
Se non funziona il link che ha messo Gabriela prova qui Ciambella all’anice
E quella ciambella, quando era rafferma, la mia bisnonna la tagliava a mo’ di panino e la farciva con della marmellata fatta in casa…
Quindi più che cubi io nella mia infanzia mangiavo ciambelle! 😆 😆 😆pasticcino
Partecipantele olive verdi in salamoia però vanno sciacquate molto accuratamente, altrimenti il risultato finale sarà troppo salato.
L’oliva ascolana del Piceno è un cultivar tipico della zona e nella ricetta tipica le olive tenere ascolane non sono in salamoia, Qui c’è tutta la storia.
Mimma, immagino che non sia facile avere per te le olive ascolane, ma credo tu possa facilmente trovare delle olive grandi, carnose e dolci, se sono in salamoia cerca di tenerle in acqua per una notte almeno o anche più 😉pasticcino
PartecipanteBentornata Gio! tutto bene? bacioni alla tua principessa [smilie=011.gif]
pasticcino
PartecipanteBUON COMPLEANNO OFELIA ! AUGURONI ANCHE A MARGHERITA!
Oggi belle signore fatevi viziare dai vostri cari, ve lo meritate! [smilie=011.gif]

pasticcino
Partecipantepranzo avanzo della torta salata svuotafrigo
cena: risotto al radicchio tardivo, insalata di radicchio di castelfranco, finocchi brasati o crudi vedremo e fruttapasticcino
PartecipanteIl vincotto lo portava la nonna Rina quando veniva a Roma per Natale. Arrivava con la corriera carica di marmellate fatte in casa, bottiglia di vincotto, olive ascolane da friggere e crema da friggere e i campofiloni…era un carabiniere la mia bisnonna ma i suoi ciambelloni erano sublimi!
Il ciauscolo me lo ricordo bene, quanti panini! I biscottini erano simili ai tozzetti forse.
E li mangiavi mai i “croccantini”? la cosa più semplice del mondo: della pasta di pane tirata finemente e fritta e poteva essere salata o dolce, era la classica merenda dopo il primo bagno, al secondo bagno c’era la pizza bianca con il rosmarino…certo che raccontata così la mia infanzia era molto mangereccia 😯 😯 😯 Te credo che faccio fatica a perdere peso 😯 😆 😆 😆 😆 😆 😆pasticcino
Partecipantenon ho ancora letto nulla al riguardo, non è ancora destino evidentemente, ma proverò 😉
pasticcino
Partecipante@gaviota argentea wrote:
Tuttavia un grosso dubbio mi resta: ma saranno proprio sinceri i dati riportati sulle etichette?
Ofelia hanno fatto male a risponderti così, perchè se non è riportato nell’etichetta del singolo prodotto deve esserlo almeno nell’etichetta generale dello scaffale, insomma devi poterlo vedere. Se manca, hai fatto benissimo a lasciarlo lì.
Dopo il maiale alla diossina, alla Coop sotto casa tutti i certificati di filiera sono comparsi non dico per magia ma quasi.
I dati riportati sulle etichette dovrebbero essere veritieri, ma le frodi alimentari sono comunque sempre in agguato. A volte fanno anche delle offerte civetta che ci fanno smarrire e non guardiamo più la tracciabilità della filiera.
Nanà la metteresti la ricetta della lasagna napoletana? sono in un momento in cui ho bisogni di spunti di cucinoterapia [smilie=015.gif] -
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