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Storia in breve del Pampapato Ferrarese
il pampapato, così era il nome nel Medioevo, era un pane di Natale, un tempo molto povero di ingredienti, anche perchè il pane non era "quotidiano" era proprio solo alla vigilia di Natale!
Ebbe origine nei conventi, le suore specialmente quelle di clausura erano addette alla custodia di ricette particolari, che garantivano la prosecuzione della tradizione.
Sto parlando del Pampapato Ferrarese, da non confondere con altri tipi, magari toscani, dove si mette il pepe, da cui il nome....
Le monache facevano questo pane "speziale", per i grandi prelati e anche per il papa, aveva la forma di cupola, non era ancora avvolta dal cioccolato, che è stata una aggiunta fatta alla corte degli Este, Gli ingredienti erano all'origine farina miele, e la frutta secca che c'era a disposizione. Le spezie (da cui "speziale") erano rare a quei tempi e non avevano uso culinario, ma nella confezione di unguenti, le medicine del tempo, quindi il passaggio all'uso gastronomico è più tardivo!
Quando arrivò il cioccolato, la polvere da aggiungere all'impasto, cominciarono i ...problemi..perché si riteneva il cacao sostanza afrodisiaca, quindi non poteva avere come destinatari, appunto, prelati o il Papa stesso....e da qui la decadenza del Pampapato, vennero persino distrutte le ricette, nei conventi e il nome si modificò, da Pan del Papa a panpepato.
Il Pampapato ebbe fortuna alla corte degli Estensi, ai quali si debbono, per merito di cuochi sublimi, piatti meravigliosi, ancora oggi conosciuti.
L'impasto venne arricchito di altri ingredienti, la cupoletta venne ricoperta di cioccolato, e per altri secoli ebbe una gran fortuna nel Ferrarese.
Ma poi ebbe un periodo di oscuramento, che terminò agli inizi del Novecento, con l'innovazione del Ghezzi, un pasticciere che si era molto impratichito, lavorando in Svizzera, a manipolare il cioccolato.
La ricetta originale, malgrado moltissime ricerche, effettuate da studiosi gastronomici e storici non è ricostruibile in toto.
Forse, trasversalmente esiste una tradizione famigliare, che per vie traverse, nei decenni, ha perpetuato la ricetta del pampapato.
Nel ricettario ufficiale della provincia di Ferrara, c'è una ricetta omologata...io invece vi riporto la ricetta tal quale viene eseguita dalle persone anziane, per Natale, ma solo in quel di Ferrara.
600 g farina
500 g zucchero
200 g cacao (metà amaro, metà dolce)
200 g mandorle intere
100 g cedro candito a pezzetti
50 g pinoli
Una bustina lievito per dolci
1 cucchiaio di chiodi di garofano interi, un cucchiao di cannella in polvere
Bollire acqua con cannella e e chiodi garofani e con questa impastare il tutto.
La cottura sarà a 180 ° (ma qui tutto va nell'incerto, perchè nelle ricette scritte non esiste la descrizione dell'esecuzione della ricetta stessa!)
Due giorni dopo si scioglie la cioccolata a bagno maria e lo si copre completamente
L'impasto serve per 4-5 pezzi.
_________________ ivana
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