Se ci penso, c'è stato un tempo felice in cui ero serena ed appagata, un tempo in cui non conoscevo il significato della parola
chapelure, quando le mie incursioni in cucina erano volte esclusivamente a saccheggi del frigo o, apoteosi della creatività, alla preparazione di un caffè.
Poi ho cominciato a leggere di cucina, mi son ritrovata a possederne una e, infine ho toccato il fondo (dico sempre così, prima di scoprire un pertugio in fondo al baratro, in cui continuare a precipitare in una spirale perversa!)...mi son data all'assidua frequentazione di alcuni siti di cucina e mi sono, sciagurata me, associata al Circolo CAI, non quello Alpino, l'altro quello delle Caccavelliste Anonime Incontinenti.
Da allora non faccio che percorrere, in lungo e in largo, quella terra di sogni e di chimere, che non è l’Arizona ma, più semplicemente, un mercatino di brocantage in provincia.
E qui, in un solatio ma nefasto giorno, ho compiuto l’acquisto dissennato e demenziale, l’irragionevole sperpero della sia pur non esorbitante, anche se incongrua, somma di 5 euro per l’oggetto da cucina tra i più improbabili della storia, follia che posso ascrivere solo alla funesta influenza di voi della setta, al plagio con cui mi avete irretita…
Che vi devo dire …quando l’ho visto il mio primo pensiero è stato: ”Mo’ voglio vedere sul forum del crepa- crepa chi ce l’ha!”.
Avanti, ditemi, voi ce l’avete un bell’orcio panciuto, bianco, con fascia, blu, di maiolica francese, con tappo in sughero ed elegante scritta in nero indicante il contenuto?
E qui vi voglio…mica un banale “Sale” “Caffè” “Zucchero”…neanche se ci pensate una vita l’indovinate….
“CHAPELURE”
Voi dove la conservate la chapelure? Io ora ho un adeguato ricettacolo! Il problema è…ma dove lo ripongo il ricettacolo?
E non mi dite che non sapete cosa sia la chapelure! Per mia disgrazia (e fortuna della subdola mercantessa) io lo sapevo: è la mollica di pane grattugiata!
