Iscritto il: giovedì 30 novembre 2006, 10 47:41 Messaggi: 5028
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PULCINELLA
  
da http://www.giroscopio.com/enciclopedica/pulcinella.html
"Pulcinella L'origine della maschera tradizionale partenopea è lontana ed incerta così pure il significato del suo nome. C'è chi lo vuole discendere da ' Pulcinello ' cioè piccolo pulcino per via del suo naso adunco, chi invece propende per ' Puccio d'Aniello ' un villano di Acerra del '600 che dopo aver preso in giro una compagnia di commedianti girovaghi si unì a loro come buffone.
La maschera di Pulcinella ha la sua variante francese in ' Polichinelle ' , un fanfarone gradasso con doppia gobba e un vestito vistoso e una inglese con ' Punch ' dall' umore malinconico e brutale.
Esiste un momento centrale ed illuminante, nella storia dei rapporti fra Pulcinella e Napoli, fra Pulcinella ed il teatro ed, in particolare, fra Pulcinella e l'attore : esso coincide con la fine del '600 e l'inizio del '700, allorché la storia dello spettacolo a Napoli si fa suggestiva misura della storia stessa della città e della sua vita culturale.
Vi fiorisce un teatro di prosa dialettale, espressione di una straordinaria attenzione alla lingua ed al costume; vi nasce una ricca e fertile generazione di teatranti: teorici, drammaturghi e commediografi, librettisti, musicisti, attori e cantanti, impresari; vi si rinnovano le strutture cittadine di spettacolo: si apre il San Carlo e, all'estremo opposto del consumo sociale del teatro, il non meno nobile San Carlino; si afferma la commedia in musica, detta opera buffa, capace di espandersi ed affermarsi per l'intera Europa con caratteri che hanno fatto pensare addirittura ad una ' scuola musicale napoletana '; sopratutto, il teatro rinasce, dopo esaltanti esperienze della commedia dell'arte praticata trionfalmente in Europa per tutto il '600 ed in questa prima metà del '700. La maschera ha rappresentato e rappresenta tuttora la ' plebe napoletana ' da sempre oppressa dai vari potenti che si sono succeduti, affamata e volgare, smargiassa, codarda e dissacrante. Molti attori hanno impersonato sulla scena il personaggio di Pulcinella ma il più famoso di tutti è stato Antonio Petito trionfatore sul palcoscenico del San Carlino che, nonostante fosse quasi analfabeta, scrisse alcune commedie di grande successo che avevano come protagonista lo stesso Pulcinella. "
da
http://digilander.libero.it/davis2/lezi ... inella.htm
"IL CARATTERE DI PULCINELLA
Caratterialmente Pulcinella quindi è sempre meno definito di suo fratello maggiore Arlecchino: appare spesso in ruoli diversi; può essere un servo, ma anche un contadino, un mercante di schiavi, un pittore, un innamorato, un capofamiglia. PULCINELLA inoltre ha sulla fronte un grosso porro, ed un altro sulla guancia , l'occhio è tondo e piccolo, per cui l'Attore non s'affaccia nemmeno alla finestra degli occhi, completamente simulato sotto la voce anch'essa alterata. La Maschera allontana un viso e contemporaneamente avvicina una forza, fugge verso un tempo indeterminato, si appoggia sui tratti primari di un viso che non indica un individuo, ma l'uomo con i suoi turbamenti e le sue passioni.
L’indeterminatezza appare chiara anche in un quadro di Tiepolo, che rappresentò molti Pulcinella e non uno solo, come se la sua identità non potesse essere ben delineata: Pulcinella, quindi, "non come un’entità unica, inconfondibile, ma come un tipo riproducibile all’infinito", poteva venir chiamato a rappresentare qualsiasi cosa un dato attore o un dato pubblico desiderassero. Questo è il vero motivo per cui si afferma che Pulcinella è il simbolo stesso dello spirito partenopeo, come un francese sostiene che Polichinelle è espressione dello spirito popolare parigino, e gli inglesi hanno intitolato Punch una loro rivista"satirica ,tutti possono indicare qualche tratto che li colpisce -la indeterminatezza del Pulcinella è ovviamente conforme alla tecnica della improvvisazione dei comici dell'arte ,ognuno poteva creare e improvvisare
Nei suoi discorsi Pulcinella è sempre molto arguto e talvolta anche volgare. Spesso si esibisce in similitudini grossolane, in strafalcioni, che fanno scoppiare a ridere chi ascolta. Alla nascita Pulcinella è vestito con l’abito tipico degli Zanni, dei servitori: un camicione bianco stretto da una corda in vita e ampi calzoni bianchi.
La sua peculiarità fisica è la gobba, che lo deforma completamente. Porta anche una barba trascurata, che spunta da sotto la maschera. Alla fine del diciassettesimo secolo assume un aspetto più curato: non ha più barba e gobba. Sulla testa ha un cappello grigio ad ali rialzate, e attorno al collo indossa un fazzoletto a bordi verdi. Sul viso ha una mezza maschera, con rughe pesanti e naso ad uncino.(come nei gallinacei il becco) Verso la fine del Seicento il coppolone sostituisce il cappello di feltro grigio; nell’Ottocento, sotto il coppolone, indossa una fusciacca bianca. All’estero Pulcinella subisce dei cambiamenti, soprattutto in Inghilterra: gli inglesi conoscono un Pulcinella gobbo, con un cappello a cono, e pantaloni e casacca ricchi di nastri e pizzi. Anche in Francia, dove arriva con l'attore Fracanzani nel 1685, la maschera partenopea assume una fisionomia del tutto diversa.
QUALCHE NOTA ANTROPOLOGICA
IL SERVO SCIOCCO-DI ORIGINE RURALE- IN GENERALE QUESTA FIGURA è CENTRALE IN MOLTE NARRAZIONI E FIABE IN TUTTO IL MONDO-IL SERVO è POI UNA FIGURA SOCIALE INTERNAZIONALE -LEGATA ALLE CULTURE POPOLARI alla loro condizione subalterna
Ancora più interessante il rapporto con il carnevale-che si intreccia alle maschere-il carnevalesco ha un rapporto stretto con la cultura popolare Sancio il personaggio di Cervantes(un servo) è un personaggio carnevalesco diventerà figura tipica del Barocco
Ancora oggi questa maschera, all’estero, conserva alcune caratteristiche che la distinguono da quella italiana, a testimonianza di come Pulcinella abbia saputo radicarsi in luoghi diversi, assumendo ogni volta peculiarità differenti, pur conservando la sua identità originaria.Abbiamo questi nomi ad indicare ''lo sciocco''pulcinella in mezza Europa Polichinelle in Francia, Hanswurst (Germania), Toneelgek (Olanda), Kasperle (Austria), Petrushka (Russia), Karagoz (Turchiia) Punch in Inghilterra
ancora le caratteristiche
Sempre affamato e alla ricerca di qualcosa da mettere sotto ai denti.(un canovaccio che arriva sino a Totò)
Pulcinella quindi si adatta a fare di tutto oltre al servo; eccolo di volta in volta, fornaio, oste, contadino, mercante, ladruncolo e ciarlatano, che ritto su uno sgabello di legno, in uno spiazzo fra i vicoli di Napoli, cerca di smerciare i suoi intrugli "miracolosi" a quanti gli stanno attorno a naso ritto, richiamati dalla sua voce chioccia e dai suoi larghi gesti delle braccia. Credulone, litigioso, arguto, un po' goffo nel camminare, Pulcinella é in continuo movimento, sempre pronto a tramare qualche imbroglio o a fare dispetti. Ha anche un carattere mattacchione e, quando qualcosa gli va per il verso giusto, esplode in una danza fatta di vivaci e rapidi saltelli, di sberleffi e di smorfie gustosissime a vedersi. Una cosa però che non riesce mai ad imparare é a starsene zitto quando dovrebbe e proprio per questo é rimasta famosa l'espressione "é un segreto di Pulcinella" per dire di qualcosa che tutti sanno.
Concludendo
Vi sono almeno quattro aspetti della celebre maschera:
-la sua natura di personaggio teatrale legato alla Commedia dell'Arte;
-la sua presenza nell'iconografia artistica di almeno quattro secoli;
-la persistenza della sua funzione simbolica e rituale nelle feste popolari esempio ''il carnevale''
-la sua proliferazione negli spettacoli di burattini in tutta Europa e fino ai giorni nostri e nell'arte comica indirettamente attraverso canovacci ripresi anzitutto dalla grande tradizione teatrale partenopea"

_________________ anna maria
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