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Iscritto il: martedì 06 febbraio 2007, 11 08:04 Messaggi: 4945 Località: venezia e terraferma
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elvira ha scritto: Quindi o il trasporto funziona benissimo(e ce lo auguriamo tutti) o i controlli vengono omessi, tanto chi controlla il controllore? dipende dalle regioni cara Elvira! e non è una battuta. E non sto solo parlando delle procedure HACCP. I controlli sanitari sul latte ci sono sia che si venda latte crudo sia che lo si pastorizzi, perchè vanno fatti per legge. Poi come dicevo nell'altro 3d in Alambiccus, la pastorizzazione industriale non ha nulla a che vedere con quella casalinga. Una delle caratteristiche del latte crudo, oltre ad avere la benefica flora batterica attiva (ma ci sono diversi se...) è che sia le proteine sia gli enzimi sono presenti ed attivi, la caseina è più digeribili, per contro come diceva Elvira i grassi, essendo finemente dispersi, lo sono in misura nettamente minore. Il latte crudo messo in vendita deve essere comunque filtrato per legge. Inoltre, il latte fresco, ovvero il latte pastorizzato ma venduto fresco (dipende dal tipo di pastorizzazione), ha comunque un contenuto in grassi minore rispetto a quello del latte crudo, oltre che i grassi non sono così finemente dispersi, anche perchè o per affioramento o per centrifugazione una parte dei grassi viene asportata per produrre burro o panna. Nel caso in cui, laddove vendessero latte crudo, vendessero anche burro e panna, a rigor di logica dovrebbero a) dire in che modo è stato trattato il latte b) la percentuale di grassi restante. La definizione per legge secondo il DPR 54/97 la potete trovare qui http://www.nutritionvalley.it/alimenti/latticini/illatte/latte_crudo.html http://www.federica.unina.it/agraria/microbiologia-degli-alimenti/microbiologia-di-prodotti-alimentari-latte-crudo-latte-trattato-termicamente-latte-fermentati/ Ma allora se ci sono delle manipolazioni, aumentano le possibilità di contaminazione e le fonti di contaminazione. Quindi, i controlli debbono essere per forza molto puntuali e precisi. per avere un'idea della regolamentazione si può leggere qui http://www.biola.it/un-alimento-sicuro.aspx Inoltre, proprio perchè per vendere il latte crudo l'igiene deve essere strettamente controllata, dalla mucca fino ad arrivare a casa del cliente che deve sapere come, dove, quando e perchè berlo...spesso infatti davano opuscoli informativi direttamente ai distributori. Sul farlo bollire per pochi minuti, lo avevo già accennato nell'altro 3d, se viene bollito (e non parlo di quanto bisogna farlo bollire, va da sè che se deve bollire deve raggiungere almeno la temperatura di ebollizione) è perche devono essere inattivati i batteri, virus e quant'altro possa esservi entrato anche se la filiera produttiva è brevissima. La bollitura, come altri trattamenti, non discrimina tra batteri favorevoli quali tutta la famiglia dei lactobacilli e quelli patogeni che potrebbero essere presenti. Non ha purtroppo questa capacità. Però è necessaria per sicurezza, sebbene il distributore possa essere controllato ecc. ecc. Ecco perchè c'è bisogno di uno starter, sebbene in minima quantità. Per usare un parolone microbiologico, si tratterebbe di una bioaugmentation. Nei link che vi ho messo, ci sono anche le concentrazioni di germi ammesse per legge, affinchè sia possibile la vendita del prodotto. Se è il cliente che interrompe la catena del freddo, potrebbe accadere che la biomassa batterica, lactobacilli e patogeni assieme, aumenti e potrebbe accadere che i patogeni aumentino a tal punto da dare tossoninfezioni o intossicazioni. Ho detto potrebbe, eh! Non ho detto che è matematicamente sicuro che accada solo che io eviterei alla grande tossoinfezioni o intossicazioni da stafilocco aureo, da streptococcus agalactiae, da campylusbacter, da escherichia coli e compagnia...esserini piacevolissimi da guardare al microscopio, ma non li voglio nella mia flora batterica Detto cio, mi è venuta la papiellite acuta! AnnaMariaaaaaaaaa aiuto!!!!
_________________ Fabiana i miei libri sempre aggiornati http://www.anobii.com/people/fabiana/ "Nella vita puoi cambiare nome, ma l'anima no..."(R.Gualazzi)
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