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le mie tradizioni dell'infanzia si rifanno a quelle delle famiglie dei nonni paterni e materni che erano entrambi di regioni del Centro Italia, ma sin da piccola per noi c'era il cenone di magro della vigilia - per mio nonno materno questo significava piatti poveri ma tipici della tradizione, tanto per dirne una ogni tanto storcendo il naso accettava un risotto alla pescatora, altrimenti il primo era tonnarelli al sugo di tonno, che faceva lui o la nonna (la sua consorte)-, il pranzo di Natale, anche li tradizione romana e marchigiana, e Santo Stefano con il brodo di cappone, e nel brodo solitamente stracciatella o quadrucci all'uovo fatti in casa, al massimo cappelletti (ma sono ricordi davvero lontani, quando era ancora viva la mia bisnonna e assieme a mia nonna - sua figlia - e a mia mamma li preparavano loro). A prescindere dalle cene o dai pranzi, erano occasioni in cui ci si trovava tutti alla stessa tavola, insieme. Nella famiglia di mio marito, la vigilia non è particolarmente sentita, nè tantomeno Santo Stefano, c'è il pranzo di Natale...tradizioni diverse. Noi il Natale lo passiamo a Roma, cercando di rispettare le tradizioni dei nonni, anche se non è più così anche perchè ci dobbiamo dividere anche con le famiglie acquisite. Scusate la digressione
_________________ Fabiana i miei libri sempre aggiornati http://www.anobii.com/people/fabiana/ "Nella vita puoi cambiare nome, ma l'anima no..."(R.Gualazzi)
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