Innanzi tutto ringrazio un certo angioletto che mi ha fatto riapparire il messaggio che avevo scritto un pò di tempo fa
Io amo l'odore dell'aglio, mi piace pure sulle dita, son strana lo so. Non ci penso nemmeno a come toglierlo, tanto, con tutto il lavare di pignatte che faccio, se ne va via subito (azione dei tensioattivi!).
Però Chimico chiedeva come far andar via l'odore di aglio dalle mani, e che basi scientifiche avesse l'efficacia di uno o l'altro rimedio, tra cui la fondamentale irrinuciabile saponetta d'acciaio magico
Ecco una risposta semiseria, un pò da scienziato in pantofole.
L'odore dell'aglio è legato a una varietà di composti organosolforati (cioè composti che contengono carbonio, idrogeno e zolfo). Il più rappresentato, da ricerche ora condotte sui sacri articoli, mi risulta essere la thiosulfinate allicin (2-propenyl 2-propene thiosulfinate). Allicina per gli amici. Quando si taglia o spreme uno spicchio d'aglio, si attiva una cascata di reazioni enzimatiche che portano a diversi prodotti, come quelli in figura. Simili a quello della mostarda che è un isotiocianato.
Quindi se vuoi distruggere l'odore di aglio bisogna lavorare nel cercare reazioni di queste molecole
Lo zolfo certamente interagisce con i metalli in particolare oro (ricordi? avvelena i catalizzatori palladio platino, si fanno con i tioli su oro self assembly monolayers più o meno stabili, almeno così dicono). Suggerisco pertanto una saponetta di oro, se vuoi mandarmene una mi occupo della sperimentazione!!!! Ommamma, anche di platino va bene, neh?
Sicuro anche il pH ha effetto sui legami disolfuro, quindi limone e aceto abbassano pH e degradano il legame? Puoi provare a far un estratto di aglio e metterlo in succo di limone: puzza ancora?
Poi, chissà, magari si lega alle proteine delle dita con ponti disolfuro, perché no? Quindi il dentifricio con azione abrasiva avrebbe un effetto.
Se vogliamo genericamente basarci sull'affinità zolfo-metalli, ecco la nostra saponetta o la lama di coltello. Può essere che la saponetta sia di un acciaio particolare, in fondo di acciaio mica ne esiste uno, oppure che la microstruttura superficiale sia caratterizzata da rugosità, e quindi aumenta la superficie disponibile per la reazione.
Inoltre la suddetta rugosità puo' avere un effetto nanoabrasivo (ma sì dai siamo alla moda…).
In alternativa, perché in effetti queste molecoline sembrano non troppo idrofiliche, dei tensioattivi o latte detergente, di cui il sapone, potrebbero aiutare a disperderle in acqua.