Il pane della Quercia... si parte da lontano... abbiate la pazienza di leggere quanto segue...

Nel 1417 tale Mastro Battista Magnano Iuzzante, uomo pio e timorato di Dio, fece dipingere su una tegola l’immagine della Madona con il Bambino dal Pittore Mastro Martello detto Monetto. L’immagine fu posta sul tronco di una quercia a protezione del territorio circostante dalle intemperie, dai furti e da ogni sorta di calamità. Lì rimase per almeno 50 anni. Si racconta di un frate che passando lì di fronte pensò di prelevare la Madonna per custodirla più degnamente nella sua Canonica… ma dopo qualche giorno non la trovò più al suo posto… la tegola era tornata sulla quercia!! La leggenda ci tramanda anche la storia di una donna, tale Bartolomea che, devota alla Madonna, aveva pensato di custodire più degnamente la tegola in casa propria. La prese, la portò nella sua dimora e vi pregò davanti tutto il giorno poi si coricò… l’indomani… la tegola era scomparsa… era tornata nuovamente al suo posto… sulla quercia. Si racconta altresì di un cavaliere che, rimasto disarmato, inseguito dai suoi nemici e ormai sfinito per la lunga fuga si trovò improvvisamente di fronte la quercia che ospitava questa miracolosa tegola… esausto abbracciò l’immagine sacra e non fu più visibile ai suoi inseguitori.
Nel corso dell’anno 1467, l'Etruria Meridionale fu colpita dal grande flagello della peste. C’erano morti ovunque, disperazione e miseria. Improvvisamente, come presi da una collettiva ispirazione, molti cittadini si recarono presso la quercia. Tale Niccolò della Tuccia, storico viterbese Priore della città riferisce che in uno stesso giorno più di 30.000 persone si recarono al cospetto dell’immagine sacra per invocare pietà.
Qualche giorno più tardi la terribile epidemia cessò. Tutti gli abitanti dei comuni della zona tornarono sul posto per ringraziare la Vergine Maria.
L’ormai famosa quercia con la sua preziosa tegola fu dapprima annessa ad una piccola casupola di legno ma nel 1470 fu posta la prima pietra per la costruzione del solenne complesso monastico domenicano e dai lì in poi grandi artisti come Andrea Bregno, Trosini (nipote del Ghirlandaio), Andrea della Robbia, il Beato Angelico per citarne alcuni, si susseguirono per rendere grande quel Santuario che è giunto fino ai nostri giorni con il nome di Santa Maria della Quercia.
Il Santuario fu consacrato nel 1577 e nel 1867 fu insignito da Papa Pio IX con il titolo di Basilica Minore.
Ogni anno, nel mese di Settembre, si celebra un evento fortemente sentito dalla popolazione locale che consiste nel rinnovamento del Patto d'Amore tra la Madonna e la città di Viterbo… un voto che non si è mai sciolto!!
Quel piccolo Borgo medievale… è giunto fino ai nostri giorni con tutto il suo bagaglio di storia che si dipana tra l’arte e la religione… ma non va dimenticato il Pane della Quercia… Pane sciapo, a lievitazione naturale cotto a legna… un sapore mitico, di altri tempi… che fornai… grandi artigiani locali, riescono ancora a farci apprezzare… Una fetta di quel pane appena sfornato con il prosciutto locale appena affettato a mano… non datemi della blasfema… è una prova d’amore…
Quello per me è un luogo mistico… per tutto quello che vi ho raccontato!!!
Bello il santuario della Quercia, ancor meglio il ristorante lì vicino, vero sorella?