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Spero che sia lo spazio giusto per mettere quanto segue. Chi mi conosce sa che mi piace ricordare ricette milanesi che si facevano una volta in tutte le case e che ora sono, ahimé, scomparse. Posso metterle anche qui?
Bevande tipiche milanesi
Visto che qui si parla di “cose antiche” mi piace ricordare delle bevande tipiche milanesi che ora non vengono più proposte nei caffè e sono raramente usate in famiglia, anche se nelle famiglie che amano la tradizione, specie in campagna, alcune sono tuttora preparate.
Acqua caffettada: acqua fredda con poco caffè.
Acqua Imperiale: limonata fredda con aggiunta di cremor tartaro o bicarbonato. Era piacevolmente effervescente e piaceva molto ai bambini.
Acqua matricale: decotto fatto con la camomilla dei monti lombardi. Si fa tutt’ora ed è un calmante.
Acqua di gramigna: infuso di gramigna, gambi di ciliegia e liquirizia, rinfrescante, dissetante e diuretica.
Acqua d’orzo: per i bambini.
Acqua dissetante: si comperava in farmacia o in drogheria o nel negozio di coloniali un sacchetto con preparato apposito (cassia, liquirizia, spezie ed erbe varie) con cui si faceva un infuso molto scuro che veniva poi allungato con acqua ed era un ottimo dissetante estivo.
Granadina: vino cotto con zucchero e succo di limone. Si chiamava così per il suoi colore che ricordava quello dei granati.
Mongolfier: conserva di lamponi oppure conserva di amarene allungate con acqua fresca.
Caffelatte alla milanese, diverso da tutti gli altri: si mette un cucchiaino di caffè macinato finissimo in due tazze di latte intero, si porta ad ebollizione, quindi si toglie dal fuoco e si lascia depositare il caffè; si passa da un colino fitto e si serve. Chi poteva aggiungeva un pezzetto di burro.
Capillare: si preparava facendo bollire i fondi del caffè, si passava attraverso una tela fitta e il liquido ottenuto si riscaldava unendo una scorzetta di limone. Si dava così o senza limone a chi non poteva bere il caffè puro e ai bambini. A casa dei miei nonni si univa anche la miscela Leone e un po’ di miscela Elefante e serviva per dare sapore al latte; veniva affettuosamente chiamata “il veleno del nonno Carlo”.
Cioccolata in tazza (ricetta milanese del 1875): spezzettare una tavoletta di cioccolato amaro con due o tre cucchiaiate di acqua, metterla nella cioccolatiera, stemperarla bene con l’apposito bastoncino a frullino, metterla sul fuoco dolce e aggiungere acqua calda sino ad ottenere la densità desiderata continuando a frullare. Quando è bella spumeggiante versarla nelle tazze, aggiungere, a piacere, lo zucchero e la panna montata. Si può insaporire con cannella. Se si vuole usare il latte unire anche un cucchiaino di farina di riso, facendo bollire per qualche minuto così che si addensi.
A casa mia si fa ancora così anche se, purtroppo, si fa raramente.
Canarino o Marcorina: buccia di limone bollita nell’acqua e poi zuccherata, è digestiva. Venne chiamata anche Marcorina perché pare piacesse tantissimo al senatore Martora.
Rossumada: tuorlo d’uovo montato con zucchero e vino bianco (o vino bianco con acqua o acqua e limone). Era considerato un ottimo ricostituente e si dava ai convalescenti.
Sapajean: zabaione fatto con vino rosso delicato a cui si aggiungeva, appena prima di servire in tazza, del succo di limone filtrato
Rabarbaro allungato con acqua: era diventato la specialità di un famoso bar di Milano.
Anicino: liquore all’anice (verde e stellato) allungato con acqua.
Perfetto amore: liquore di “tutto” cedro che veniva dato, diluito con acqua, alle signore quando “non stavano bene”.
Ratafià fatto in diversi modi, rigorosamente preparato in casa e conservato in vezzose bottiglie di cristallo o vetro molato. Si serviva in piccoli bicchierini alle signore che venivano in visita.
Vespetrò : liquore non più in uso fatto con acquavite in cui si mettevano a macerare erbe varie, tra cui il coriandolo, l’angelica, i semi di finocchio e la buccia di limone e di arancia.
Vin brulé: si fa e si faceva specialmente in inverno unendo ad un robusto vino rosso vari tipi di spezie (cannella in stecca, chiodi di garofano, noce moscata, pepe in grani, bacche di ginepro, etc.), buccia d’arancia e di limone, poco zucchero. Si mette sul fuoco e appena la mistura è bollente si versa in bicchieri a prova di calore.
_________________ Dida
Sogna come se dovessi vivere per sempre; vivi come se dovessi morire oggi (Oscar Wilde)
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