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I tiddri,ovvero briciole, è una preparazione arcaica salentina tipicamente pasquale, oggi in disuso, perchè le nuove generazioni o la ignorano o non la considerano più consona al mutato gusto.Ma da qualche anno a questa parte alcuni ristoranti stanno riscoprendo piatti antichi, più che altro per seguire la moda dei "piatti della nonna".Certo preparata a casa è tutt'altra cosa, se non altro per il piacere di ripetere gesti che sono stati dei nostri avi.La riporto nella sua semplicissima versione originale I tiddhi si ottengono da un impasto di farina disemola,uova,parmigiano, prezzemolo tritato,pepe.L'impasto lo si lavora a sbriciolame tra le dita, oppure ridotto a palla viene passato su una grattuggia. I tiddhi si cuocevano poi nel brodo di gallina e si mangiavano nella domenica di Pasqua.Alcuni versi di Lorenzo Casarano, poeta leccese in vernacolo dei primi Novecento così li ricorda:".....e allu crai(l'indomani, giorno della Pasqua)tiddhi e agnellu/cose tuci e mendulate/ci camina pe' le strate/sente dire peccussì/:Bona Pasca, bona Pasca/ Eccu l'oe, frische russe o a puddrica(pane con le uova sode)a li amici o a le amiche se recalanu cussì!/.....
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