una delle tante storie legata al sale ed alle gabelle e monopoli su di esso imposti è quella della Marcia del sale del 1930, organizzata da Gandhi, in India per protestare contro la tassa sul sale, stabilita dal governo inglese, che penalizzava grandemente gli strati più poveri della popolazione.
Notoriamente contrario alla violenza, Gandhi ricorse, anche in questa, come in altre circostanze, a una forma di disobbedienza civile non violenta, avviandosi a piedi, con pochi amici e seguaci verso il mare. Man mano che procedeva il piccolo nucleo di persone si ingrossava sempre più per tutta la gente che si aggregava, senza reagire ai colpi della polizia che, disorientata non riusciva ad ostacolarli veramente. Giunto in riva al mare Gandhi raccolse e spezzò un cristallo di sale, imitato da coloro che lo seguivano...
Mi sembra quasi di vederla la scena, come se si fossero improvvisamente animate le statue che, in una via di Dehli rappresentano l'avvenimento, figure fragili e scure, come una catena e intorno la stessa energia positiva che scaturisce dalla serenità interiore e che ho percepito sulla tomba del Mahatma.
ancora storie del sale in futuro!
