maria ha scritto:
Carlino, sono Maria,ho aperto questo topic e cortesemente ti chiedo se puoi riscrivere la ricetta del gattò in modo più ordinato Ti chiedo inoltre:qual'è il segreto che impedisce il,"mattoncino"? Grazie
Cara Maria,forzando un po' il mio naturale amore per il disordine , per me fonte di creatività, preciso quanto segue.
Aggiungere una ulteriore ricetta , la mia come da te richiesto, a quella di Alexanna ( più vicina alla tradizione napoletana) e della Gavi mi sembrerebbe una cosa presuntuosa ed inutile visto che il gattò napoletano è stato inventato come spazza avanzi in un periodo della storia in cui il frigo era nella mente di Dio o meglio di un valente ed ingegnoso uomo da lì a venire.
A Napoli ,al posto del frigorifero industriale, esisteva una piccola struttura , composta da tre pareti , oltre quella addossata al muro, costruite con retino antizanzara ed era posto al lato nord della abitazione, dove non batteva mai LUCE.
Io alle ricette già sciorinate in precedenza aggiungerei :
le necessarie gocce di sudore versate nell’impasto di patate che deve esser ben amalgamato.
Io , quando do' la mia ricetta, non specifico il quantitativo del latte ma aggiungo: mezzo bicchiere di latte intero a temperature ambiente SE OCCORRE.
Aggiungo più pecorino romano grattato che parmigiano, perché a me piace il pizzicorino del pecorino; aggiungo il salame tipo Napoli ( non usiamo il salame DOC Napoli) o la mortazza ( mortadella) e li riduco a dadini; il prezzemolo ed il basilico odoroso è d’obbligo; aggioungo all'impasto il pepe nero o il peperoncino .
Il pangrattato deve essere quello della casa perché OGGIDI’ il pangrattato industriale è il prodotto finale di grissini e fette biscottate ( dolci) passate di scadenza e grattugiate.
L’impasto finale NON DEVE risultare autolivellato , il che vorrebbe star a significare che si è abbondato in latte. Come paragone uso fare riferimento all’impasto del polpettone: deve risultare increspato. FAR RIPOSARE L'IMPASTO PRIMA DI METTERLO NEL RUOTO ED INFORNARE.
E per finire io uso brevi ma più alte cotture: 20 minuti a 220°,posizione statica e centrale nel forno con breve e controllata BOTTA di greel finale. Lasciare nel forno a raffreddare. Impiattare possibilmente doipo ore di assestamento. Questo piatto si portava anche come pranzo all'aperto e quindi si gusta anche freddo.
Insomma per me in cucina sono i particolari e non la ricetta che fanno il risultato finale paradisiaco.