La Torta Pasqualina
Per la pasta:
800 gr. di farina 00
4 cucchiai di olio
sale
acqua q.b.
Per il ripieno
10 o 12 cuori di carciofo appena sbollentati in acqua acidulata con un cucchiaio di aceto o limone e con l’aggiunta di un cucchiaio di farina (fondo bianco per verdure ferrose questa cottura evita ai carciofi di diventare verdissimi)
oppure circa un kg di bieta erbetta lessata, strizzata e tagliuzzata
1 scalogno
maggiorana
sale pepe
1 uovo + 6
50 gr. di burro
500 gr. di prescinseua (se non è disponibile può essere sostituita con 300 gr. di ricotta, 100 gr. di stracchino cremoso e 100 gr. di yogurt al naturale molto cremoso)
150 gr. di parmigiano grattugiato
Impastare la farina con l’olio, il sale e acqua a sufficienza fino ad ottenere un impasto morbido, elastico ma che non si attacchi alle mani. Dividerlo in 10 palline dello stesso peso e lasciarlo riposare sulla spianatoia di legno coperto con un panno appena umido per circa mezz’ora.
Nel frattempo saltare in padella con olio e scalogno i carciofi precedentemente sbollentati come già descritto, aggiungere un po’ di maggiorana salare, pepare e lasciar raffreddare.
Riunire in una ciotola i carciofi, aggiungere la prescinseua (o il suo surrogato), unire un uovo intero, il parmigiano ed amalgamare il tutto (c’è anche chi fa uno strato di verdura e sulla verdura stende il formaggio; io preferisco amalgamare altrimenti il formaggio tende a cedere troppa umidità).
Ungere una teglia e stendere una prima sfoglia MOLTO sottile utilizzando una pallina di pasta, foderare lo stampo lasciando che un po’ di pasta “strabordi”, spennellare con olio e seguitare a sovrapporre altri 4 dischi sottilissimi di pasta (sempre spennellando con olio tra uno e l’altro). Aggiungere il composto, praticare 6 fossette nelle quali andranno disposti 6 fiocchetti di burro ed in ogni fossetta andrà sistemato un uovo intero sgusciato. Stendere altri 5 sottili dischi di pasta per coprire (sempre spennellando tra uno e l’altro con olio). Chiudere i bordi eliminado gli eventuali eccessi di pasta. Spennellare la superficie con una emulsione di acqua e olio infornare a 200° per circa 50 minuti (deve arrivare a dorare).
Anticamente gli strati di pasta erano 33 (tanti quanti gli anni di Cristo) e le massaie usavano una cannuccia per soffiare aria tra uno strato e l’altro di pasta.
P.S.: Dimenticavo di ringraziare la mia "ex suocera" (grande cuoca!)... per avermela insegnata!
La Prescinseua
La Prescinseua è un formaggio di antiche origini a base di latte vaccino dal sapore molto particolare ed un po’ acidulo.
Viene prodotto in Liguria per lo più nella provincia di Genova ed è assai difficile trovarlo al di fuori di questo contesto regionale.
Nel 1413 venne promulgata una legge che sanciva che l’unico dono che i genovesi potevano fare ai Dogi era la prescinseua; successivamente intorno alla seconda metà del 1400 un medico tale “Oderico” raccomandava in un suo trattato l’uso di questo formaggio in quanto leggero ed altamente digeribile.
La prescinseua è l’ingrediente principale della famosissima focaccia di Recco e spesso viene aggiunta al pesto alla genovese ed alla farcia dell’altrettanto famosa Torta Pasqualina.
I volonterosi possono TENTARE di prepararla in casa nel seguente modo:
Ingredienti
2 litri di latte
5 grammi di caglio
Lasciar riposare il latte per diverse ore a temperatura ambiente (almeno 12); versare mezzo litro di questo latte in una pentola e portarlo ad una temperatura di 50°C, aggiungere il caglio mescolare molto bene, riunire al restante latte mescolare ancora brevemente e lasciar riposare per 4-5 ore. Trascorso questo tempo la prescinseua è pronta. Dovrà presentarsi abbastanza solida da poter essere affettata (la consistenza del budino + o meno).